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Festival dell’Operetta a Trieste
“Scugnizza” al Festival dell’Operetta a Trieste
By Nerina

Trieste, 2 Luglio 2008
Nonostante le restrizioni governative nelle sovvenzioni ai teatri il Festival c’è.
Vero è che le operette sono solo 3, ma bisogna accontentarsi, pare.
A Trieste il Teatro fa parte della vita.
Non per niente il rapporto cittadini > biglietti venduti è il più alto in Italia.
Sono ancora vive nella memoria le nottate passate in Galleria Protti a far la fila per accaparrarsi i posti miglior in loggione. Nei palchi o in platea di solito vanno i triestini che hanno l’abbonamento annuale, che – come vuole la tradizione - si eredita in famiglia.
Purtroppo i pochi soldi a disposizione dell’Amministrazione del Teatro, non potendo lesinare sul numero degli interpreti, influenzano l’allestimento delle scene.
Quelle di una volta erano ricchissime, oggi appaiono meno importanti e sfarzose.
Ieri sera alla sala dedicata al barone Raffaello de Banfield, musicista, armatore e filantropo triestino nonché ex direttore artistico del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, era in scena “Scugnizza” di Carlo Lombardo, con musiche di Mario Costa.
Direttore Julian Kovatchev, regia di Davide Livermore.
L’azione dell’operetta si svolge nella Napoli degli anni ’50.
Un ricco signore americano, con al seguito la figlia Gaby, s’invaghisce della splendida scugnizza Salomé, la quale non sa ancora di essere innamorata di Totò.
Dopo molte insistenze da parte della zia Grazia, donna pratica, accetta di sposare il ricco americano ma, come succede sempre nelle fiabe, alla fine rinuncia ai dollari di Toby per restare con il suo amore Totò.
Gaby prova una certa invidia dell’amore grande che vede negli occhi di Totò per la sua Salomé, ma alla fine si consola con Chic, un uomo un po’ sciocco ma che ama lei e i suoi dollari in egual misura.
Toby alla fine sposerà Grazia, che, anche se non ha la bellezza di Salomé, ha pur sempre un gran bel carattere ed uno spirito non comune.
Molto bravi gli interpreti principali.
Marie Stephane Bernard nella parte di Salomé è stata molto applaudita, come Gianluca Terranova (di cui ho avuto il piacere di conoscere la sua signora ) nella parte di Totò.
Bravo e convincente nella sua interpretazione, ha mostrato di possedere una bella voce tenorile che, per quanto mi riguarda, ha il pregio di far comprendere anche le parole, dettaglio importante che nella lirica non sempre riesco a cogliere, purtroppo.
I miei complimenti quindi all’interprete.
Scusate la digressione del tutto impropria, in quanto non sono critico teatrale né musicale ma solo un’appassionata di teatro e curiosa nell’ identificare i fattori che contraddistinguono uno spettacolo da un altro. Piccoli dettagli che rimangono impressi e donano allo spettacolo, il pregio di esser sgradevoli, piacevoli o indimenticabili.
Lello Giulivo (il suo nome è già tutto un programma!) ha reso perfettamente il personaggio di Chic, davvero simpatico ed esilarante.
Perdonate ora la mia enfasi, ma mi sono veramente entusiasmata nel seguire Margherita Di Rauso nella parte di zia Grazia.
Brillante, simpatica e travolgente ha caratterizzato il suo personaggio in maniera eccezionale, divertendo ma credo anche divertendosi (si può recitare, ma si vede quando ci si diverte a farlo).
Quanto doveva apparire brutta e sciatta nella prima parte del copione, tanto è apparsa “eccessiva” e sfolgorante nella seconda, quando da vecchia “signorina”(e quanto ha calcato la mano sulla “signorina”..) si è trasformata in una signora “americana” nel vestire e nell’essere.
Vederla camminare sui “trampoli” di un paio di sandali dal tacco altissimo poi…da ridere fino alle lacrime!
Altra protagonista era Diana Mian che nella parte di Gaby Gutter è stata notevole.
Bella voce davvero ed ha interpretato brillantemente la parte della figlia di Ugo Maria Morosi.
Quest’ultimo nei panni di Toby Gutter, un anziano americano pieno di soldi e di magagne dovute all’età, è stato davvero esemplare.
Infine cito Giuseppe Principino nella parte di Amore, davvero divertente nella citazione del Grande Totò. Nella sua versione provvisto di bandana, alette, arco e frecce e…mutandine era assolutamente inusuale!
Il corpo di ballo ed i coristi hanno dato il loro apporto alla riuscita dello spettacolo.
Va da sé che alla fine gli applausi sono stati lunghi, scroscianti e meritati per tutti gli interpreti.
Foto e suggerimenti:
www.teatroverdi-trieste.com
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